Israele, polemica tra il mondo delle arti performative e il ministero della Cultura
6 December 2017
In Israele, il ministero della Cultura e il mondo della danza moderna -- o, più in generale, il mondo delle arti performative -- sono da tempo in rotta di collisione. Il motivo? La nudità presente in alcuni spettacoli. Un primo, spettacolare, scontro aveva avuto luogo lo scorso giugno, in occasione dell’Israel Festival, un’importante rassegna dedicata alla danza, al teatro e alla musica. Un evento che attrae ogni anno circa 35.000 spettatori, la cui realizzazione dipende in gran parte dal patrocinio del ministero della Cultura. Pietra dello scandalo? Uno spettacolo che includeva alcune scene di nudità esplicita.
Secondo Miri Regev -- titolare del dicastero della Cultura dal 2015 e membro del partito di centro-destra Likud, lo stesso del premier Benjamin Netanyahu -- tali spettacoli sarebbero “dannosi per i valori di Israele” e non dovrebbero quindi ricevere alcun tipo di finanziamento pubblico. Di questo, la signora Regev, sembra profondamente convinta. Tanto che, il 30 maggio scorso, ha inviato una lettera agli organizzatori del festival, annunciando la sua intenzione di bloccare l’erogazione dei fondi destinati alla produzione dello spettacolo incriminato.
In quell’occasione, era