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Il caso Salis e i messaggi di Viktor Orbán

14 February 2024
Il caso Salis e i messaggi di Viktor Orbán
Gints Ivuskans / Shutterstock
Siamo a Budapest, capitale dell'Ungheria. Nell'aula di un tribunale, una donna si fa strada, scortata da due agenti. La donna ha le manette ai polsi, i piedi legati da ceppi di cuoio con lucchetti. Le manette sono collegate a una lunga catena, che un agente tiene in mano mentre la donna va nella postazione riservata agli imputati.

Le immagini terribili che ho appena descritto, fatte circolare dalle agenzie di stampa agli inizi di febbraio, hanno sconvolto l'opinione pubblica italiana. La donna incatenata, infatti, si chiama Ilaria Salis, è una maestra elementare di 39 anni, ed è cittadina italiana.

È accusata di aver aggredito tre neonazisti nel febbraio del 2023. Il contesto? Una manifestazione che raduna nostalgici di estrema destra da tutta Europa, che celebrano il battaglione nazista ungherese che si oppose all'armata rossa. La manifestazione, benché formalmente vietata, di fatto viene permessa dal governo ungherese.

I tre aggrediti non hanno sporto denuncia, annunciando anzi che si sarebbero vendicati in strada. Salis, che rischia una condanna a 11 anni di carcere, si è sempre proclamata innocente, e da circa un anno vive un calvario di detenzione disumana e diritti negati. Già

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