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Djokovic e Osaka vincono gli U.S. Open, mentre esplode la polemica sul sessismo nel tennis

Domenica, Novak Djokovic ha sconfitto Juan del Potro, vincendo la finale del torneo maschile agli U.S. Open di New York. Il tennista serbo si è così aggiudicato il terzo titolo U.S. Open della sua carriera e il quattordicesimo del Grande Slam. Il giorno prima la ventenne Naomi Osaka ha sconfitto Serena Williams nella finale femminile del torneo, diventando così la prima giapponese a vincere in un major.

La finale femminile di sabato, più che per il gioco, sarà probabilmente ricordata per l’accesa lite di Serena Williams con l’arbitro Carlos Ramos, a causa di tre penalità assegnate dal giudice alla tennista statunitense. La prima è stata un avvertimento, scattato quando il giudice di sedia ha ritenuto che l’allenatore di Williams, seduto in tribuna, le avesse dato suggerimenti in chiara violazione del regolamento. La seconda, che è costata un punto alla tennista, le è stata assegnata per aver spaccato per frustrazione la racchetta in campo. La terza per l’insulto “ladro” con cui la Williams si è rivolta al giudice, colpevole di averle tolto un punto. La tennista aveva anche chiesto che Ramos si scusasse per aver insinuato che lei avesse barato, ascoltando i suggerimenti del suo allenatore.

L’episodio ha riacceso il dibattito sul sessismo nel tennis. Williams e altre famose tenniste di oggi e del passato hanno affermato che nessun giocatore di sesso maschile è mai stato punito per aver tenuto un comportamento simile, o addirittura peggiore.

Stefano: Innanzitutto congratulazioni a Novak Djokovic e Naomi Osaka! Entrambi hanno giocato magnificamente e la loro vittoria è stata più che meritata.
Benedetta: Davvero vittorie meritatissime! Ovviamente, però, ciò di cui tutti parlano è la lite di Serena Williams con l’arbitro e se la giocatrice sia stata trattata in modo diverso rispetto a un giocatore di sesso maschile.
Stefano: Serena William ha probabilmente ragione nel sostenere che uomini e donne nel tennis sono trattati in modo diverso anche a fronte di comportamenti identici.
Benedetta: Ma certo che ha ragione! È quello che ha twittato a fine partita anche Billie Jean King, la leggendaria tennista e pioniera della lotta per l’uguaglianza e la giustizia sociale: “Quando una donna è emotiva, è considerata un’isterica e viene penalizzata. Se un uomo fa la stessa cosa, viene giudicato ‘schietto’ e non ha ripercussioni”.
Stefano: Benedetta, credo che la situazione di sabato fosse più complessa. Carlos Ramos è noto per essere un giudice molto rigido. È lo stesso arbitro che in passato ha penalizzato pesantemente anche Djokovic e Rafael Nadal.
Benedetta: Mm… Non vedo come questo c’entri con il discorso che stavo facendo sul diverso modo in cui vengono trattati gli uomini e le donne.
Stefano: Sono sicuro che torneremo a parlare di questo argomento in futuro. Adesso, però, non vorrei terminare la nostra conversazione senza parlare di Naomi Osaka.
Benedetta: Hai ragione. Lei ha dato prova di molta eleganza e compostezza.
Stefano: Avrebbe dovuto essere il suo momento! Il suo più grande sogno era di giocare contro Serena Williams nella finale di U.S. Open. E ha vinto! Ma la folla si è messa a fischiare, perché pensava che Serena fosse stata trattata ingiustamente.
Benedetta: Io scommetto che sentiremo ancora parlare di Naomi Osaka in futuro.