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Tra i due litiganti, il terzo gode

1 January 2020
Tra i due litiganti, il terzo gode
iFocus / Shutterstock.com
Si sa, quando i francesi scioperano… fanno le cose sul serio. Nelle ultime settimane, una lunga serie di scioperi organizzati contro una riforma pensionistica voluta dal presidente Emmanuel Macron, e dal primo ministro Édouard Philippe, hanno rallentato sensibilmente la vita produttiva nel paese. In modo particolare, nella Capitale.

Uno dei settori più colpiti, naturalmente, è stato il turismo. Secondo gli ultimi dati ufficiali, le presenze negli hotel parigini hanno registrato un calo del 30% rispetto allo stesso periodo del 2018. Blocco delle prenotazioni e frequenti cancellazioni nel caso di prenotazioni già realizzate… la situazione è davvero preoccupante.

TGV fermi nelle stazioni… ingressi alla rete metropolitana sbarrati… il Boulevard Périphérique invaso da un traffico immobile… tutte immagini che hanno fatto il giro del mondo, spaventando un bel po’ di persone. E costringendo, come si legge in un articolo pubblicato su Repubblica domenica 29 dicembre, le grandi catene di hotel e i rappresentanti della ristorazione a presentarsi, per ben due volte, al ministero dell’Economia, chiedendo sgravi fiscali e aiuti per gestire l’emergenza.

Ma, spesso, tra i due litiganti, il terzo gode, come si suol dire. Ecco allora che, nel bel mezzo dello sciopero che vede contrapposti lavoratori e governo, c’è chi vede gli affari andare a gonfie vele.

Proprio così. Mentre le ferrovie francesi, tanto per citare un esempio, lamentano danni pari a 400 milioni di euro, altri soggetti economici traggono profitto dalla situazione. Come il programma di bike sharing Vélib’, che in queste settimane sta vivendo un momento d’oro. Un’espansione che si osserva anche nel settore dei monopattini elettrici. Dall’inizio dello sciopero, infatti, l’app di sharing Lime ha visto i suoi iscritti aumentare del 530%.

Ma a beneficiare dell’attuale tensione politica ci sono anche i mezzi di trasporto su quattro ruote. Come racconta Repubblica, vista l’assenza dei TGV, Flixbus ha aggiunto 400 pullman alla sua flotta francese, registrando un aumento del 50% nel numero dei biglietti venduti. Vento in poppa anche per BlaBlaCar, che in queste settimane ha accolto due milioni di clienti. Anche Uber festeggia, con un incremento giornaliero del 260%.

Al di là dei numeri e delle percentuali, comunque, una cosa è certa. L’ondata di scioperi antigovernativi che ha portato schiere di lavoratori francesi a incrociare le braccia in questi giorni ha messo a nudo una realtà in espansione. Una frattura crescente fra due mondi diversi: quello dei trasporti pubblici, solidamente sostenuti dai sindacati, e quello della mobilità alternativa, figlia della gig economy e lontana anni luce dalle tutele sindacali di un tempo.

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