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Benedetta: È giovedì 9 maggio 2019. Benvenuti al nostro programma settimanale News in Slow Italian! Un saluto a tutti i nostri ascoltatori! Ciao Stefano!
Stefano: Ciao Benedetta! Un saluto a tutti!
Benedetta: Nella prima parte del nostro programma, parleremo di attualità. Inizieremo con la notizia del parziale ritiro dell’Iran dall’accordo sul nucleare. Poi, parleremo di un rapporto, pubblicato da Reporter senza Frontiere, che ha evidenziato un forte calo della libertà di stampa nel mondo. In seguito, discuteremo di una proiezione, secondo la quale Facebook entro 50 anni potrebbe avere un numero di utenti deceduti superiore a quello dei vivi. Per finire, vi racconteremo della nascita del primo royal baby di razza mista nella storia della monarchia moderna.
Stefano: Eccellente!
Benedetta: Ma non è tutto, Stefano. La seconda parte della trasmissione sarà dedicata alla lingua e alla cultura italiana. Nel segmento grammaticale, vi illustreremo l’uso dei partitivi. Nel dialogo avremo un’interessante discussione sul nome di una famosa specialità gastronomica siciliana, oggetto di una disputa lunga decenni, che vede contrapposte la città di Palermo e quella di Catania.
Stefano: L’Italia gastronomica non è nuova a diatribe del genere, Benedetta. Ogni regione vanta toponimi enogastronomici spassosi e strampalati, che spesso fanno discutere!
Benedetta: Hai proprio ragione, Stefano! A questo proposito, mi viene in mente un’altra disputa gastronomica tra due regioni italiane su un particolare tipo di pasta dalla forma tozza e attorcigliata. In Emilia Romagna e nei territori dell’ex Stato Pontificio, note zone anti clericali, è nota con il nome di strozzapreti, perché allude alla proverbiale golosità dei membri del clero. In Umbria, invece, lo stesso tipo di pasta si chiama umbricelli, per via della forma che ricorda quella dei lombrichi di terra.
Stefano: Per non parlare, poi, della “contesa” tra veneti e friulani sulla paternità dello spritz, il noto aperitivo italiano a base di prosecco, bitter e acqua frizzante. Oppure di quella che vede contrapposte Ferrara e Bologna sul nome da dare alla pasta ripiena da mangiare con il brodo. Tortellini, o cappelletti?
Benedetta: Credo che potremmo andare avanti per ore con questo argomento… Adesso, però, è il momento di introdurre il nostro secondo dialogo. L’espressione che abbiamo scelto questa settimana è “Starsene con le mani in mano”. Nel dialogo parleremo di un’iniziativa davvero interessante, realizzata a Milano, grazie a un lascito del maestro Giuseppe Verdi.
Stefano: Verdi amava moltissimo Milano. Pensa che si deve a lui la trasformazione del Teatro alla Scala in uno dei teatri più importanti del mondo.
Benedetta: Anche gli abitanti di Milano erano molto affezionati e attenti alle sue esigenze. Ho letto che negli ultimi giorni di vita di Verdi, i milanesi, per permettere al Maestro di riposare, cosparsero di paglia le strade intorno alla sua residenza per diversi giorni, in modo da attutire il rumore degli zoccoli dei cavalli e delle carrozze.
Stefano: Un gesto davvero commovente, che racconta l’affetto e il rispetto di tutta la cittadinanza per lo straordinario talento di Verdi.
Benedetta: È proprio vero, Stefano. Adesso, però, è tempo di dedicarci alle notizie della settimana.
Stefano: Allora, che lo spettacolo abbia inizio!