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La storia che vi sto per raccontare sta generando grande interesse in questi giorni. E non solo perché riguarda un’attrice molto famosa…

Asia e Jimmy, storia di uno squilibrio di potere

La dinamica dello scandalo è stata tumultuosa, ricca di personaggi, accuse, smentite, rettifiche e colpi di scena. Ad aprire le danze, il New York Times, domenica 19 agosto, con un articolo dal contenuto esplosivo. L’attrice e regista italiana Asia Argento —figura di spicco del movimento #MeToo e, sin dallo scorso ottobre, attiva in prima linea nell’accusare pubblicamente di violenza sessuale il produttore cinematografico Harvey Weinstein— veniva travolta da uno scandalo a sfondo sessuale. E non nel ruolo della vittima, questa volta.

Secondo il New York Times, nell’aprile di quest’anno Asia Argento avrebbe firmato un accordo nel quale si impegnava a versare 380.000 dollari a un giovane attore che la accusava di averlo aggredito sessualmente cinque anni prima, in un hotel di Los Angeles.

All’epoca dei fatti, il 9 maggio 2013, Jimmy Bennett —questo il nome del ragazzo— era minorenne, avendo da poco compiuto 17 anni. Asia Argento aveva 37 anni. I due si conoscevano da tempo. Nel 2004 erano apparsi insieme in un film, The Heart Is Deceitful Above All Things. Asia in qualità di regista e attrice, Jimmy nei panni di suo figlio.

Nell’ambito del lavoro di ricerca giornalistica che ha portato alla pubblicazione dell’articolo, il New York Times ha avuto modo di esaminare alcuni documenti relativi all’accordo legale tra le parti. Nei documenti, inviati al giornale in forma anonima con delle e-mail criptate, figura anche un selfie che ritrae i due protagonisti della vicenda insieme, distesi a letto. Sempre secondo il New York Times, tre fonti con un’oggettiva conoscenza del caso avrebbero confermato l’autenticità del materiale.

Dopo le accuse, le smentite. Il 21 agosto, con una nota diffusa dal suo avvocato, Asia Argento si dichiara innocente. Sono profondamente scioccata e addolorata dal dover leggere notizie assolutamente false. Non ho mai avuto alcun rapporto sessuale con Bennett, si legge nel comunicato. Quello che mi ha legato a lui per alcuni anni —spiega Argento— è stato solo un sentimento di amicizia, terminata quando, dopo la mia esposizione nella nota vicenda che riguardò Weinstein, Bennett —che versava in gravi difficoltà economiche (…)— inopinatamente mi rivolse un’esorbitante richiesta economica.

3 milioni e mezzo di dollari, la somma inizialmente richiesta da Bennett. Nel suo comunicato, Argento racconta inoltre come la decisione di concludere un accordo economico sia stata presa dal suo compagno di allora, lo chef e personaggio televisivo Anthony Bourdain, al fine di evitare la pubblicità negativa legata al caso.

Poi, il 22 agosto scorso, un nuovo colpo di scena: il sito di gossip TMZ pubblica alcune immagini che sembrerebbero confermare la versione di Bennett. Oltre al famoso selfie, una serie di messaggi di testo in cui Argento ammette il rapporto, attribuendo però al ragazzo un ruolo molto più attivo nella dinamica dei fatti.

Ora, al di là delle opinioni che ognuno di noi, inevitabilmente, si sarà formato, c’è un elemento, in tutta questa storia, che vorrei sottolineare: l’oggettivo squilibrio di potere esistente tra i due protagonisti, dovuto alla differenza d’età e, soprattutto, al diverso prestigio professionale.

Il potere, si sa, altera i rapporti umani, spesso obnubilando chi lo detiene. In questo caso, a prescindere dal livello di partecipazione di Bennett, penso che Asia Argento abbia esagerato. Avrebbe dovuto dimostrare una maggiore integrità morale, e non approfittare dell’ammirazione e della probabile sudditanza psicologica che il ragazzo aveva nei suoi confronti.