Screen width of at least 320px is required!
/
Rimaniamo nel mondo dell’arte, dove oggi, un po’ per il benefico influsso del movimento #MeToo e un po’ per esigenze di mercato, le opere realizzate da mani femminili stanno finalmente ottenendo il riconoscimento che si meritano.

La rivincita delle pittrici

Un evento molto atteso e molto frequentato, nonostante il freddo pungente di fine gennaio. Con un incasso di quasi 53 milioni di dollari, l’asta Master Paintings Evening Sale —organizzata da Sotheby’s New York e tenutasi nel pomeriggio di mercoledì 30 gennaio— è stata un grande successo commerciale.

Stella della serata, La caduta degli angeli ribelli, uno scenografico dipinto a olio su alabastro del pittore caravaggesco Orazio Gentileschi, venduto per 3,2 milioni di dollari. Gentileschi è ormai di casa negli Stati Uniti. Nel 2016, Danae, un suo olio su tela datato 1621, è stato acquistato per 30,5 milioni di dollari dal Getty Museum di Los Angeles.

Ma al di là del suo oggettivo successo commerciale, l’asta dello scorso 30 gennaio ha attratto l’attenzione di media, collezionisti e appassionati d’arte anche per un altro motivo: il segmento The Female Triumphant, uno spazio dedicato alle opere di una serie di artiste europee attive tra il Cinquecento e l’Ottocento.

Tra le protagoniste del segmento femminile dell’asta, Artemisia Gentileschi (figlia di Orazio), con il dipinto San Sebastiano e Irene, acquistato da un collezionista per 615.000 dollari. Un’opera davvero affascinante: non solo per la sua intensa bellezza, ma anche perché è stata attribuita all’artista solo di recente…

Nel dicembre 2014, il dipinto fu acquistato, presso la sede londinese della casa d’aste Bonhams, per (il modico prezzo di) 40.000 sterline. All’epoca, il quadro veniva attribuito a un non meglio specificato “seguace di Caravaggio”. L’acquirente di allora, tuttavia, ebbe il sospetto che quella tela —con quel chiaroscuro così melodrammatico e l’enfasi data ai personaggi femminili— fosse opera di Artemisia. Un’ipotesi oggi confermata dagli esperti, che datano il dipinto attorno al 1630.

Tra i nomi delle protagoniste dell’asta di Sotheby’s, anche quello della milanese Fede Galizia, una delle figure più significative del barocco europeo. Sua la splendida natura morta Alzata in vetro con pesche, fiori di gelsomino, mele cotogne e una cavalletta, acquistata da un collezionista per 2,4 milioni di dollari. Top seller della serata, un’altra donna: la pittrice francese Élisabeth Vigée Le Brun. Il suo ritratto del diplomatico indiano Muhammad Dervish Khan —esibito al pubblico per la prima volta a Parigi nel 1789— è stato venduto per 7,2 milioni di dollari.

Visto il grande successo commerciale e mediatico ottenuto da The Female Triumphant, è legittimo pensare che lo scorso 30 gennaio abbia aperto un nuovo capitolo nelle tendenze del mercato dell’arte. Un’ipotesi che sembra essere confermata anche dalle scelte espositive di alcuni grandi musei. Come il Prado di Madrid, che il prossimo autunno presenterà una mostra dedicata a due pittrici italiane del tardo Rinascimento: Sofonisba Anguissola e Lavinia Fontana.

È probabile che il mercato dell’arte, sempre affamato di novità e attento alle tendenze globali, in futuro decida di dare maggiore spazio a un settore finora ingiustamente trascurato: quello delle artiste attive in epoca pre-contemporanea. La sensibilità del pubblico, di certo, è pronta.